Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/ o compulsioni, sono presenti cioè pensieri, idee o immagini a carattere invadente ed intrusivo – solitamente di natura spiacevole o bizzarra – e/o azioni ripetitive e ritualizzate. Tali condotte vengono riconosciute inutili o esagerate, ma la loro attuazione solleva dal disagio e viene percepita come l’unica modalità per allontanare pericoli o catastrofi. Invano le persone consapevoli affette da DOC, cercano di bloccare il meccanismo ossessivo-compulsivo, ma l’incapacità di frenarsi fa scaturire pensieri del tipo: “Sto impazzendo”. In realtà, non trattandosi di un decadimento della funzione mentale o di un segno di disorganizzazione della personalità, è possibile imparare a gestire i pensieri intrusivi e controllare le azioni automatiche.

Quali conseguenze produce?

Pensieri ossessivi si presentano sotto forma di ruminazioni, costituite da pensieri e parole (“Potrei avere contratto malattie infettive”), immagini mentali (immagine di un terremoto) o da impulsi temuti (bisogno acuto di ferire o ferirsi). Chi soffre di DOC teme che agirà tali bisogni, malgrado sia stato dimostrato che ciò non avviene mai. Le ossessioni ruotano generalmente attorno ai seguenti temi: salute/malattie, pulizia/sporcizia, catastrofi, credi religiosi, condotte sessuali. Le compulsioni indicano i rituali, cioè azioni che le persone affette da DOC si sentono costrette a compiere per cercare di ridurre/alleviare i sintomi di ansia creati dalle ossessioni. Possono essere azioni vere e proprie (come lavarsi continuamente le mani, controllare ripetutamente d’avere chiuso a chiave la porta o avere girato la manopola del gas ecc.) o azioni mentali (ripetere un certo numero di volte parole, contare un certo numero di volte prima di attraversare la strada, ecc.). Chi entra in questo circolo vizioso composto da ossessioni e compulsioni sperimenta poi l’evitamento, per cui situazioni ritenute potenzialmente pericolose vengono evitate per ridurre la possibilità della comparsa delle ossessioni (evitare di toccare banconote per non contrarre malattie). Questo comportamento risulta alla lunga, però, molto invalidante dato che limita progressivamente sempre di più la vita e conduce a tentativi di ridurre il disagio chiedendo agli altri (familiari, amici, medico) rassicurazioni sulle proprie paure.

Trattamenti

La CBT risulta essere il trattamento d’elezione per il DOC. Nella CBT il terapeuta lavorerà congiuntamente al paziente, che sarà portato a ridimensiona le paure, riconoscendone l’infondatezza e la possibilità d’essere affrontate senza rituali. La tecnica più adatta alla cura del DOC è l’esposizione con prevenzione della risposta: il soggetto si esporrà, in modo progressivo (dai compiti più facili a quelli più difficili), a oggetti / situazioni temute, ecc., contrastando la risposta abituale di neutralizzazione, non mettendo in atto cioè rituali o evitamenti. Tale tecnica permetterà al paziente di sperimentare nuove modalità comportamentali, che diventeranno risposte abitudinarie e sicure, dal momento che le situazioni temute non si verificheranno. Ad esempio, per affrontare il terrore del contagio si può chiedere al soggetto di avvicinarsi fino a toccare persone considerate dal paziente pericolose (esposizione) e di contrastare la successiva compulsione del lavarsi (prevenzione della risposta). Se le compulsioni consistono in azioni mentali l’esposizione verrà effettuata a livello immaginativo, affiancando tecniche di controllo del pensiero.