Dipendenza da Sostanze

Nella famiglia delle sostanze psicoattive si riconoscono:

  • Gli stimolanti: alcool a bassi dosaggi, anfetamine, anfetaminosimili, cocaina, nicotina;
  • I sedativi ansiolitici ipnotici: oppiacei, benzodiazepine, alcool a dosaggi elevati, eroina, cobret;
  • Gli psicomimetici allucinogeni ed empatogene: haschisch, marijuana, pelote, LSD, Ecstasy, Eteri Volatili.

All’interno della letteratura sia americana che europea è un dato ormai noto da tempo che, per soggetti che fanno uso abituale di sostanze sia legali che illegali, la qualità dei trattamenti è un fattore determinante per la riduzione della condotta disadattiva.

Per quanto riguarda la dipendenza da sostanze oggi la ricerca in materia ha dimostrato l’efficacia di un range di interventi psicologici specifici. Le prove di efficacia sperimentale di più alto spessore  (quelle in cui l’evidenza di risultato è data da ricerche di meta analisi e trials di controllo randomizzati) hanno dimostrato che i trattamenti di stampo cognitivo-comportamentale sono decisamenti efficaci per una popolazione di pazienti dipendenti da sostanze eccitanti (Carroll, 1998).

Siccome l’abuso di sostanze ha un forte impatto su diverse aree della vita di un individuo, anche il trattamento efficace si deve riflettere all’interno di molte aree di funzionamento psico-sociale del soggetto ( salute fisica, salute psicologica, rischio malattie infettive, relazioni interpersonali, l’occupazione e la messa in atto di comportamenti devianti).

Quali sono le tecniche di maggior impiego?

Le tecniche meglio sviluppate e finalizzate al compito di riduzione sia dell’addiction che del consumo problematico e della dipendenza patologica riguardano programmi di:

  • Motivation Interviewing associata alla Prevenzione delle Ricadute,
  • Controllo delle Contingenze
  • Programma di Coinvolgimento di Altri Significativi.